Apparizione di Srila Bhakti Sundara Govinda Maharaj
om ajnana-timirandhasya jnananjana-salakaya
caksur unmilitam yena tasmai sri-gurave namah

“Applicando l’unguento calmante del sambandha-jnana (la conoscenza trascendentale), il mio maestro mi ha aperto l’occhio interiore, salvandomi così dalle tenebre dell’ignoranza e soddisfacendo le aspirazioni della mia vita. Offro i miei omaggi a Sri Gurudeva.”

gurvvabhista-supurakam guru-ganair asisa-sambhusitam
cintyacintya-samasta-veda-nipunam sri-rupa-pantanugam
govindabhidham ujjvalam vara-tanum bhakty anvitam sundaram
vande visva-gurun ca divya-bhagavat-premno hi bija-pradam

“Adoro i santi piedi di loto di colui che soddisfa perfettamente i più intimi e custoditi desideri del suo maestro spirituale; colui che risplende adornato delle benedizioni dei guru-varga; che è esperto in tutte le concezioni vediche, sia concepibili che inconcepibili; che è un fedele seguace nella linea di Sri Rupa; conosciuto con il nome di Govinda Maharaj, la cui meravigliosa forma divina gode delle dolcezze dell’Amore Divino; che è il guru dell’intero universo e colui che dona il seme dell’Amore Divino per il Signore Supremo.”

Il Diciassette Dicembre abbiamo celebrato l’apparizione di Sri Gurudeva, Srila Bhakti Sundara Govinda Dev-Goswami Maharaj, il nostro amato Maestro spirituale. Le glorie di Sri Guru sono cantate profusamente in tutte le Scritture. Questo è il giorno più fortunato e più caro per tutti i discepoli. Tutti i devoti hanno avuto l’opportunità di glorificare Srila Govinda Maharaj attraverso la propria esperienza personale.

Il brano che segue è tratto dal libro di Srila B.R. Sridhara Maharaj: “Sri Guru e la sua Grazia”. Parla dell’importanza di accettare una guida, un maestro spirituale e di abbandonarsi a lui e servirlo con sincerità. Anche Srila Govinda Maharaj afferma: “Se la nostra resa è perfetta, la fede discenderà da un livello superiore e ci proteggerà. Se una persona è completamente arresa a Krishna nella Sua forma di Guru o sadhu, allora Krishna la proteggerà certamente. Deve proteggerla.”

ABBANDONARSI A SRI GURU

Persino grandi studiosi rimangono perplessi nel cercare di comprendere ciò che è buono e ciò che è cattivo, che cosa accettare e cosa rifiutare (kim karma kim akarmeti kavayo’py atra mohitah). Persino grandi studiosi non arrivano a comprendere il loro reale bisogno. Questo mondo materiale è una giungla di perplessità, dove l’anima si trova a dover accettare innumerevoli tipi di corpi con differenti tipi di coscienza. Nella legge di Manu è scritto:

jalaja nava-laksani
sthavara laksa-vimsati
krmayo rudra-sankhyakah
paksinam dasa laksanam
trimsal-laksani pasavah
catur-laksani manusah

Ci sono 900.000 specie acquatiche, 2.000.000 di tipi di piante ed alberi, 1.100.000 varietà di uccelli, 3.000.000 di quadrupedi e 400.000 specie umane. Manu dice che gli alberi si trovano in una posizione senza speranza a causa del risultato del loro karma. Le loro sensazioni di piacere e di dolore sono simili alle nostre; le loro anime non sono di una qualità inferiore. Tuttavia si trovano in una situazione così deplorevole come conseguenza del loro karma. Non possono incolpare nessuno al di fuori di loro stessi. Questo è lo stato delle cose in questo mondo esterno.
Viviamo in un ambiente afflitto da seri fraintentimenti, concetti erronei, direttive sbagliate e comportamenti sbagliati. Come possiamo appurare ciò che è bene e ciò che è male (giusto o sbagliato), a cosa dovremmo aspirare, e cosa dovremmo evitare? Innumerevoli alternative si affollano e ci influenzano. Come possiamo sperare di conoscere l’infinito mondo spirituale di Vaikuntha da questa zona coperta dall’illusione, influenzata dal fraintendimento, e piena di tante diversità? Con quale attitudine dovremmo avvicinare quel regno che è trascendentale, oltre il regno dei sensi e della mente, adhoksaja.

IL GURU AUTENTICO

Dobbiamo accettare qualunque cosa ci possa aiutare ad entrare in quel regno. Dovremmo cercare di avere anche solo la più piccola connessione con quella meta perfetta della nostra innata aspirazione. Siamo privi d’aiuto, siamo in una situazione senza speranza nel mezzo di varie perplessità. Siamo in estremo pericolo. Ci basiamo sul nostro libero arbitrio, sulla nostra capacità di scegliere il nostro bene, ma è troppo piccolo e indifeso per poterci guidare. In che pericolo ci troviamo! Tutto intorno a noi ci sono testimoni di questo pericolo. Quanto è importante un vero guru che ci possa guidare verso il nostro reale benessere. Ci troviamo in mezzo a varie forze che ci trascinano (in più direzioni), per cui una guida appropriata è la cosa più preziosa e più importante per tutti noi. Se accettiamo direzioni ovunque e da chiunque, verremo fuorviati. Perciò dobbiamo fare attenzione a ricevere la giusta indicazione. La direzione è stata data da Krishna nella Bhagavad-ghita (4.34):

tad viddhi pranipatena
pariprasnena sevaya
upadeksyanti te jnanam
jnaninas tattva-darsinah

“Per comprendere la conoscenza trascendentale, devi avvicinare un’anima autorealizzata, accettarla come maestro spirituale e prendere da lui l’iniziazione. Ponigli delle domande con sottomissione e servilo. Le anime autorealizzate possono insegnare quella conoscenza, perché loro hanno visto la verità.”

LE QUALIFICHE DI UN DISCEPOLO

Qui Krishna ci ha dato il modello grazie al quale possiamo capire come stanno le cose da una fonte autentica. Il modello per misurare la verità o la menzogna non deve provenire da un piano viziato, vulnerabile, ma da un piano reale. Per poter capire questo dobbiamo possedere queste tre qualifiche: pranipat, pariprasna e seva.
Pranipat significa che ci dobbiamo abbandonare a questa conoscenza, in quanto non appartiene ad una categoria ordinaria di conoscenza, che possiamo rendere nostro oggetto, considerando noi stessi i soggetti; questa conoscenza è supersoggettiva. Possiamo essere soggetti in questo mondo materiale, ma dovremmo diventare oggetti e farci manipolare dalla superconoscenza di quel piano. Pranipatsignifica che si deve avvicinare un maestro spirituale dicendo: “Ho terminato con le esperienze di questo mondo esteriore; non provo più attrazione per niente di ciò che è presente in questo piano, dove ho già viaggiato. Ora mi offro esclusivamente al Tuo altare. Voglio avere la Tua grazia.” Con questo spirito dovremmo avvicinare quella conoscenza elevata.
Pariprasna significa domande oneste, sincere. Dobbiamo indagare non con la tendenza alla discussione o con spirito polemico. Tutti i nostri sforzi dovrebbero concentrarsi in una linea positiva per comprendere la verità, senza coltivare dubbi o sospetti. Con piena attenzione dovremmo cercare di capire quella verità, perché proviene da un piano di realtà superiore che non abbiamo mai conosciuto.
In ultimo c’è sevaya, il servizio. Questa è la cosa più importante. Stiamo cercando di ottenere questa conoscenza non al fine di ottenere aiuto da quel piano, o per utilizzare questa esperienza per vivere qui, bensì dobbiamo mettere il nostro impegno per servire quel piano. Solo con questa attitudine possiamo accostare quel piano di conoscenza. Dovremo servire quella conoscenza suprema; non cercheremo di far sì che essa serva noi. Altrimenti non ci sarà permesso di entrare in quel dominio. La conoscenza assoluta non verrà a servire questo piano inferiore. Dobbiamo offrire noi stessi per essere utilizzati da Lui, e non cercheremo di utilizzare Lui per i nostri fini egoistici, per soddisfare i nostri bassi intenti. Con spirito di servizio cercheremo di dedicare noi stessi a Lui. Non sarà Lui a dedicarsi per soddisfare i nostri bassi scopi animali. Con questa attitudine cercheremo il piano della vera conoscenza e riceveremo il modello di comprensione. Allora potremo conoscere come stanno le cose in realtà, e fare una valutazione appropriata dell’ambiente in cui ci troviamo. Questa è la cultura Vedica. La conoscenza assoluta è sempre stata trasmessa solo attraverso questo metodo, e mai attraverso un approccio intellettuale. Srila Prabhupada Bhakti Siddhanta era solito fare l’analogia dell’ape: in una barattolo di vetro sigillato c’è del miele, e l’ape si è posata sul barattolo, cercando di gustare il miele leccando il vetro. Ma, così come l’ape non può assaporare il miele leccando la parete esterna della bottiglia di vetro, allo stesso modo l’intelletto non può approcciare il mondo dello spirito. Possiamo pensare di averlo raggiunto, ma non è possibile: c’è una barriera, come un vetro. Il raggiungimento intellettuale non è un reale raggiungimento della conoscenza più elevata. Solo attraverso la fede, la sincerità e la dedizione possiamo avvicinare quel reame supremo e diventarne membri. Possiamo accedere a quel piano supremo solo se gli abitanti di quel luogo ci concedono un visto e ci ammettono. Allora possiamo entrare nella terra della vita divina. Un candidato deve quindi avere queste tre qualifiche prima di poter approcciare la verità che si trova nel piano più elevato della Realtà Assoluta. Ci si può avvicinare alla Verità Assoluta solo con un’attitudine di umiltà, sincerità e dedizione. Ci sono affermazioni simili nello Srimad-Bhagavatam e nei Veda. Nelle Upanishad è detto:

tad vijnanartham sa gurum evabhiggacchet samit panih srotriyam brahma-nistham

“Avvicina un maestro spirituale. Non andare da lui esitando o con superficialità, ma con un cuore limpido e desideroso.”

Traduzione di Krishna Kanta devi dasi